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Innaffiare i vasi in caso di assenza

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Innaffiare i vasi in caso di assenza

Può capitare, anzi certamente capita, di doversi allontanare per qualche giorno, magari solo per un week-end con la famiglia. Se succede d’inverno, poco male, il nostro orto  sul balcone può tollerare qualche giorno di mancata innaffiatura: peraltro sia per le condizioni climatiche, sia perché le piantine sono ancora piccole, non accade quasi mai che vengano innaffiate ogni giorno.
I mesi da giugno a settembre non ricadono in questa casistica, sia perché le piante sono grandi e necessitano di molta acqua, sia anche perché il sole implacabilmente fa lavorare le foglie, che “dragano” voracemente tutta l’umidità del vaso. Proprio in questi mesi, quando sarebbe necessario innaffiare ogni giorno e talvolta due volte al giorno, ci sentiamo più attratti da un bel fine settimana fuori casa. E se pure noi appassionati del nostro orticello ci potremmo sacrificare, non né certamente lo stesso per i nostri familiari, i quali hanno sempre guardato con sospetto le nostre “sterpaglie” e non intendono certo farsene condizionare. Occorre perciò trovare un metodo affinché, pur assentandoci, non venga a mancare l’acqua ai nostri pomodori e insalate.



Sedano coltivato in vaso, ai piedi di una zucca.

I casi sono molti, e le soluzioni pure. Nel caso che il nostro orto sia grande, avremo certamente previsto un sistema automatico di innaffiatura dotato di orologio, per cui l’irrigazione avviene automaticamente ogni giorno.
Nel caso la nostra casa sia dotata di nonno o nonna o portiere o vicina compiacente, ugualmente il problema può considerarsi risolto.
In questo post, però, voglio trattare di chi ha pochi vasi, quindi non ha messo in opera sistemi automatici, né dispone di persone servizievoli.
In questo caso, sarà necessario predisporre delle misure di emergenza che possano consentire alle piante di sopravvivere tre-quattro giorni senza ricevere la razione quotidiana di acqua. Specifico bene, sono realmente misure di emergenza, non ripetibili sistematicamente per non danneggiare le piante in modo sensibile. Infatti le piante possono superere un trauma, ma non unas serie ripetuta di traumi. Dunque, ecco alcuni consigli che si possono dare a chi è costretto ad abbandonare per alcuni giorni il suo orticello sul balcone.



Le melanzane crescono benissimo in vaso


PENSARCI PRIMA
Questo è un punto importante: pensarci prima significa non inzeppare piante destinate a crescere molto in piccoli vasi. Il volume di terra offerto ad ogni pianta è la condizione irrinunciabile per farla resistere a qualche stress idrico saltuario.  
DOTARE I VASI DI AMPI SOTTOVASI
Al momento di lasciare sole le piante, i sottovasi potranno essere riempiti fino all’orlo di acqua, che verrà “succhiata” dal vaso mano a mano che la terra si secca.  Metodo utile d’inverno ma d’estate, da solo, non basta.



Peperoncini piccanti coltivati in vasi di 18 centimetri.

SPOSTARE I VASI ALL’OMBRA
O meglio, ripararli dal sole diretto con una stuoia o altro supporto ombreggiante. Al ritorno si ricollocheranno nelle posizioni originali. Attenzione però, la pratica di spostare i vasi va attuata solo in casi eccezionali; le piante non gradiscono essere spostate, anzi neppure “girate”: ogni variazione al microclima provoca sospensioni e ritardi nella crescita e fruttificazione.
PACCIAMARE LA SUPERFICIE DEL VASO
L’acqua di disperde non solo per l’azione drenante delle radici, ma anche per dispersione dal suolo esposto. E’ utilissimo coprire la terra attorno al fusto con uno strato più alto e più inzuppato d’acqua possibile.  Usare un materiale che cederà a poco a poco la sua riserva umida; per esempio stracci, carta di giornale, cartone tagliato a pezzetti, ecc.
PREDISPORRE RISERVE DI ACQUA DI FORTUNA
Per esempio è possibile disporre sulla superfice del vaso una o più bottiglie di plastica, piene d’acqua e forate sul fondo. Il foro dovrà essere molto piccolo ma sufficiente a lasciar colare una goccia ogni qualche secondo. Non appoggiare il fondo della bottiglia direttamente sulla terra, ma tenerlo leggermente sollevato con due spessorini. Si tratta di un sistema di irrigazione a goccia molto artigianale ma sufficiente a dare umidità al vaso per un buon periodo.



Le zucchine in vaso vanno sempre sfogliate in basso, per evitare che il fogliame delle piante vicine si ostacoli a vicenda. E' anche opportuno sostenere le piante orizzontale con dei tutori robusti.

SE SI HA UNA BUONA MANUALITA’, PREDISPORRE UNA IRRIGAZIONE A GOCCIA.
Per pochi vasi è sufficiente un pezzo di tubo di plastica (per esempio, le canne per impianti elettrici) che si farà correre sopra i vasi, praticando un  minuscolo foro sopra ogni vaso.
Il tubo va poi collegato al tubo flessibile dell’acqua, o direttamente al rubinetto; l’altro lato va chiuso con  grande cura. Lasciando il rubinetto appena un poco aperto, si assicurerà una caduta lenta di gocce e quindi una umidità costante ai vasi. Questo metodo presenta un inconveniente: siccome andrà lasciato solo, dovrà essere ben fatto, cioè fissato solidamente. I suoi più grandi nemici sono i “colpi d’ariete”, cioè quegli sbuffi violenti d’aria che si verificano quando, dopo una mancanza d’acqua, questa torna improvvisamente. Tutti i collegamenti dovranno essere molto saldi per evitare sgradevoli sorprese al ritorno.



Cavoli cappucci in vasi da 25 centimetri.
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