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La santoreggia, erba dissoluta

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La santoreggia, erba dissoluta

Dedicata dai greci al culto di Dioniso, dio del vino e della gioia, la santoreggia vide perfino organizzare in suo onore delle feste a carattere orgiastico. Questa fama negativa fece sì che nei secoli passati fosse proibito coltivarla negli orti di tutti i conventi e monasteri. Nonostante santa Ildegarda l'avesse riabilitata come curativa della gotta, in tutti gli erbari continuò a essere segnalata come erba dal potere afrodisiaco.
Più propriamente la santoreggia (Sutereja montana) in natura è una modesta erba perenne dal fusticino legnoso, di colore rossastro, alta circa 50 cm, mentre negli orti la varietà hortensis  viene coltivata come annuale, per ottener euna produzione migliore. Entrambe le varietà sono simili, hanno foglie strette e allungate, piuttosto coriacee, e producono infiorescenze a spiga di colore bianco, rosa o lillà. L'aroma che ne emana ì inteso, ma delicato e gradevole


Ramoscelli di santoreggia
La santoreggia cresce spontanea sui terreni aridi  e calcarei, nelle zone collinari ben esposte al sole. In Italia è molto presente nelle zone centrali della penisola, fino ai 1500 metri, E' molto presente nella zona di Trieste e in Abruzzo. Si può coltivare facilmente anche nell'orto, dove non ha esigenze importanti.


Un cespuglio di santoreggia

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Potete acquistare la santoreggia in tutti i vivai più forniti, in piccoli vasi di 8-12 cm di diametro, e potete poi trapiantarla in terra o rinvasarla in vasi di diametro più grande  (mediamente 3-4 cm). Potete fare questa operazione in ogni periodo dell'anno, in quanto si tratta di un trapianto con pane di terra. Se preferite e ne avete l'occasione potete ricavare una talea da una pianta selvatica, da mantenere in un contenitore di terriccio fino all'emissione delle radici.Potete acquistare la santoreggia in tutti i vivai più forniti, in piccoli vasi di 8-12 cm di diametro, e potete poi trapiantarla in terra o rinvasarla in vasi di diametro più grande  (mediamente 3-4 cm). Potete fare questa operazione in ogni periodo dell'anno, in quanto si tratta di un trapianto con pane di terra. Se preferite e ne avete l'occasione potete ricavare una talea da una pianta selvatica, da mantenere in un contenitore di terriccio fino all'emissione delle radici.


Fiori di santoreggia
La santoreggia può essere  usata come pianta aromatica, sia fresca che essiccata. Se ne utilizzano le sommità appena fiorite raccolte in primavera. Per l'essiccazione riunitele in mazzetti e appendetele ad essiccare. Per mantenere il profumo intenso dovete indutrre una essiccazione rapida, sia al sole che viciino a a una fonte di calore. Le foglie essiccate si conservano in vasetti di vetro.


Portamento cespuglioso della santoreggia

La santoreggia nell'orto n in giardino non ha bisogno di cjure particolari, se non l'innaffiatura nei periodi caldi e l'eliminazione delle erbe infestanti. Si tratta di una pianta ristica che sa sfruttare  i nutrimenti del terreno senza concimazioni aggiuntive. Se la coltivate come perenne, in autunno ripulite la pianta da tutti i rametti secchi o malati; in primavera fate una concimazione azotata per favorire la ripresa.


La santoreggia in un vecchio erbario

In cucina potete utilizzarla come la cugina maggiorana, per condire carni, selvaggina, legumi e altri elementi contenenti fecola. Viene anche utilizzata per aromatizzare vini e liquori, inserendo un rametto intero nella bottiglia. Alcuni fiori essiccati e pposti in un sacchetino tengono longtane le tarme, e il suo profumo allontana anche le zanzare.
Se un insetto vi punge nell'orto  potrete trovare sollievo strofinando  un rametto di  santoreggia sulla puntura.


Santoreggia in vaso


Essiccazione delle erbe aromatiche

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